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Rifiuti

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Negli ultimi decenni si è registrato un notevole incremento della produzione dei rifiuti urbani ed industriali, aventi caratteristiche chimico-fisiche e di pericolosità diverse in funzione dell’origine e dell’attività che li ha prodotti. Tutti i rifiuti, se non correttamente gestiti, sono in grado di creare impatti anche considerevoli sull'ambiente e sulla salute.

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Il sistema della gestione dei rifiuti si sta significativamente modificando nell’ottica della sostenibilità e a livello europeo le strategie normative non solo rafforzano la responsabilità del produttore e del detentore dei rifiuti ma prevedono anche la sistematizzazione di una gerarchia di azioni da ritenersi necessarie: dalla prevenzione della formazione dei rifiuti (es. misure da adottare prima che il materiale diventi rifiuto, riduzione dei quantitativi dei rifiuti, riduzione di sostanze pericolose contenute nei rifiuti), proseguendo con il recupero di materia ed energia dai rifiuti prodotti e infine lo smaltimento dei soli rifiuti che non presentano nessun’altra possibilità di  riutilizzo/recupero.
Il documento strategico di riferimento in Regione Lombardia è il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti (P.R.G.R.). approvato dalla DGR n.8/220 del 27 giugno 2005, attualmente in fase di aggiornamento

 
Che cosa fa ARPA
 
ARPA Lombardia gestisce la Sezione Regionale del Catasto dei Rifiuti e l’Osservatorio Regionale Rifiuti, così come previsto dal D.Lgs. 152/2006 e dalla L.R. 26/2003.

La normativa nazionale e regionale individua nelle Regioni e/o nelle Province le Autorità Competenti al rilascio delle autorizzazioni in materia di rifiuti. In quest’ambito ARPA: 
  • ​effettua controlli sugli impianti soggetti ad Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), tra i quali rientrano alcune tipologie di impianti di smaltimento rifiuti (quali ad esempio discariche e termovalorizzatori), ma anche molti impianti di trattamento di rifiuti pericolosi). 
  • partecipa al procedimento istruttorio finalizzato al rilascio delle autorizzazioni alla gestione di impianti di smaltimento e recupero di rifiuti e nell'ambito delle attività istituzionali di ispezione e controllo effettuate presso le diverse attività produttive, verificandone le modalità di gestione dei rifiuti prodotti.
Coordina e collabora inoltre con gli Osservatori Provinciali e fornisce dati e supporto agli Enti, alle Amministrazioni Pubbliche e agli organi di controllo (Regione, Province, Comuni, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del mare, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Nucleo Operativo Ecologico dei carabinieri).


Che cosa devono fare le imprese
 
La normativa vigente stabilisce che i produttori dei rifiuti sono responsabili della corretta gestione degli stessi e devono consegnarli ad un raccoglitore autorizzato o ad un soggetto che effettua le operazioni di recupero e/o smaltimento.
Le priorità con le quali i produttori di rifiuti devono assolvere ai propri obblighi vengono definite dalla normativa (art. 188, D.Lgs. 152/2006) che indica le opzioni dell’autosmaltimento, del conferimento a terzi autorizzati, del conferimento a soggetti che gestiscono il servizio pubblico di raccolta dei rifiuti urbani.

Le imprese devono inoltre garantire, solo nel caso di produzione e smaltimento di alcune categorie di rifiuti, un quadro completo ed aggiornato sulla situazione relativa alla produzione e gestione degli stessi, al Catasto dei Rifiuti, attraverso la dichiarazione MUD (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale), i cui dati sono dedotti dalle registrazioni del Registro di Carico e Scarico e relativi Formulari di Identificazione dei Rifiuti, in accordo agli art. 189, 190 e 193 del D.​Lgs. 152/06. 

Per ulteriori dettagli sul MUD si può fare riferimento al sito della Camera di Commercio territorialmente competente.

Nel 2009 il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha istituito il SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti), con lo scopo di informatizzare l’intera filiera dei rifiuti a livello nazionale, semplificare le procedure e gli adempimenti a carico delle imprese e gestire in modo più efficiente il processo, con garanzie di maggiore trasparenza, conoscenza e prevenzione dell'illegalità.
Con la legge n. 125/2013, di conversione con modifiche del Decreto legislativo 101/13, il SISTRI è stato limitato ai soli rifiuti pericolosi, con avvio obbligatorio il 1/10/2013 per enti e imprese che raccolgono rifiuti speciali pericolosi, effettuano trattamento, commercio e intermediazione di rifiuti speciali pericolosi.
Il SISTRI è stato successivamente esteso il 3/3/2014 ai produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi e agli enti e imprese che trasportano i rifiuti da loro prodotti (iscritti all’Albo Gestori), oltre che ai Comuni e alle imprese di trasporto di rifiuti urbani del territorio della Regione Campania.
 
Ulteriori indicazioni sul SISTRI possono essere reperite sul sito del MATTM: www.sistri.it​​​​​